I punti di programma del Lazio: RIFORME, GARANZIE E TUTELE PER LA LIBERA E CORRETTA INFORMAZIONE

redazione
28 September 2021

Le colleghe e i colleghi di ContrOrdine/ControCorrente Lazio hanno scelto di candidarsi per portare avanti con decisione la riforma dell’Ordine dei Giornalisti, con un netto segnale di discontinuità rispetto al passato, visto che la riforma è rimasta chiusa in un cassetto. Non è più rinviabile un profondo rinnovamento della professione che abbia a riferimento i valori fondanti della nostra Costituzione, democratica e antifascista.

Il diritto ad informare e ad essere informati è il cardine della nostra attività che deve essere al passo dei tempi e delle trasformazioni in atto, dovute in particolare alle innovazioni dell’era digitale e al perdurare della crisi del settore editoriale, i cui effetti negativi ricadono prevalentemente su giornalisti e precari. Serve un impegno corale per una occupazione stabile e un compenso equo.

Per una informazione, responsabile e di qualità, aperta alle nuove esigenze dei cittadini e capace di tutelare lavoro e diritti, a maggior ragione in una fase di ripresa dopo la pandemia globale da Covid-19. Un Ordine dei Giornalisti riformato dovrà dare il suo contributo ad una rafforzata coesione sociale e contrastare la diffusione delle fakenews e dell’hate speech, il linguaggio dell’odio. Le parole non sono pietre: per questo aderiamo alla Carta di Assisi.

RIFORMARE L’ORDINE DEI GIORNALISTI, PER UN NUOVO ACCESSO ALLA PROFESSIONE, PER RICONOSCERE E VALORIZZARE TUTTE LE FORME DI GIORNALISMO

La legge istitutiva dell’Ordine risale al 1963. Occorre ridefinire il perimetro della professione giornalistica, riconoscendo ed includendo i “giornalisti di fatto”. Riformare l’accesso all’Albo attraverso nuovi percorsi formativi che siano sottratti al monopolio degli editori. Nell’ultimo decennio, alla tradizionale attività delle redazioni, si è affiancato un aumento esponenziale di figure giornalistiche “autonome”, spesso come bacino di riserva a disposizione di editori e imprenditori per ottenere lavoro precario, a basso costo e ricattabile. Al di fuori delle tutele contrattuali e, talvolta, dei vincoli deontologici dell’OdG, si sono diffuse figure ibride, inserite nelle attività dell’informazione digitale, dei social network, degli uffici stampa, della cosiddetta “comunicazione integrata”. Profili che vanno valorizzati, tutelati, chiamati al rispetto dei vincoli professionali della corretta informazione e inseriti responsabilmente nei ruoli organici di chi svolge attività giornalistica.

PARITA’ DI GENERE E NARRAZIONE CORRETTA DEI FATTI

Impegno per la promozione e l’attuazione a tutti i livelli della parità di genere. Attenzione al linguaggio e ad una corretta narrazione dell’attualità dei fatti, della politica, del costume nel pieno rispetto dei principi deontologici della professione; con particolare riferimento alle molestie, alle violenze e ai femminicidi, rispetto ai quali occorre essere intransigenti. Attenzione a tutte le forme di discriminazione in ambito di lavoro, richiamando tutti i colleghi al rispetto della parità di genere anche nelle dinamiche interne e nell’attribuzione di ruoli di responsabilità.

LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI

Impegno nella lotta contro tutte le discriminazioni: di tipo etnico, religioso, socio-culturale, di orientamento sessuale. Per una giusta rappresentazione delle diversità, delle minoranze, delle fasce deboli e per un approccio rispettoso nei confronti delle persone. I giornalisti devono impegnarsi per rinnovare il patto di “servizio democratico” nei confronti di tutti cittadini.

DIGNITA’ DEL LAVORO E DEI COMPENSI, STOP AL PRECARIATO

L’OdG, nell’ambito delle sue competenze e in sinergia con gli altri organismi di categoria, deve impegnarsi per la dignità del lavoro giornalistico, per l’equo compenso, per un’azione di lungo periodo affinchè il lavoro sia stabile, non precario ed equamente retribuito.

PER UNA FORMAZIONE GRATUITA, DIFFUSA E CHE PUNTI ALLA QUALITA’

I giornalisti devono essere preparati anche nelle competenze digitali, sempre più richieste sia nelle redazioni, sia nel mondo dell’informazione. Serve un’attenzione particolare nelle attività formative e di aggiornamento, da svolgersi coinvolgendo anche istituzioni, università ed enti di ricerca. I corsi formativi dell’Ordine dei giornalisti devono restare gratuiti e di qualità.

RISPETTARE LE PERSONE, RISPETTARE LA DEONTOLOGIA E RIFORMARE LA DISCIPLINA

Il cuore della professione giornalistica è nella deontologia che detta le regole di comportamento per il rispetto della dignità delle persone, la tutela dei minori, l’aderenza ai fatti descritti, il buon comportamento del giornalista. Inoltre, le regole e il meccanismo della disciplina interna sono vecchie e farraginose. Un efficace ed efficiente sistema di autodisciplina, rappresenta lo strumento con cui si garantisce l’autonomia dei giornalisti.

PIU’ TUTELA DA MINACCE, AGGRESSIONI E QUERELE

Il Lazio è la regione dove si registra il maggior numero di aggressioni, minacce e querele nei confronti dei giornalisti. La solidarietà non basta più. Servono norme atte a garantire la piena libertà di esercizio della professione. Il peso economico e psicologico delle azioni giudiziarie intimidatorie, unito alla lunghezza dei processi e alla sempre più frequente mancata assistenza degli editori (soprattutto medio-piccoli) è un ostacolo alla libertà di stampa. L’OdG, come già deciso ma mai messo in pratica, deve impegnarsi in azioni di sostegno a chi è oggetto di tali operazioni giudiziarie.

TRASPARENZA E CONDIVISIONE

La vita dell’OdG, che ricordiamo essere un ente pubblico, sia a livello nazionale, sia regionale, deve essere improntata alla trasparenza e alla condivisione dei processi decisionali in tutte le sue articolazioni.

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sulle nostre iniziative e i nostri contenuti

© 2020 Tutti i diritti riservati.